Cambiare è intellettualmente un dovere!

Cambiare è intellettualmente un dovere!

Ci sono momenti nella vita in cui per una visione nuova e più riflessiva si cambia idea, opinione, si ripensa al modo di vedere e valutare le cose, questo è sintomatico delle persone che spinte da un desiderio o da una necessità, per forza di cose evolve!

Cambiare è prima di tutto una condizione nella quale si passa da uno status che evidentemente non è soddisfacente o appagante, ad un uno nuovo nel quale si cerca una condizione migliore … un cambiamento che dia una prospettiva di futuro!

Con Macerata Capoluogo cambiare è una condizione nella quale con i presupposti di un programma specifico, volto a migliorare le condizioni di molti, è il volano di questo cambiamento, un auspicio che molti desiderano per la rinascita di una comunità.

Parte del programma per le attività economiche, produttive ed occupazionali:

In questi tempi di crisi la disoccupazione è accresciuta e sta diventando un’autentica piaga sociale. I nostri giovani studiano, si laureano, si specializzano ma hanno enormi difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro. Gli adulti non hanno più certezze e vivono anch’essi una precarietà dettata dalla congiuntura economica che rende sempre meno stabili le aziende private, in molti casi in difficoltà e con lo spettro del fallimento e della chiusura che minaccia la vita degli imprenditori e dei dipendenti. Addirittura il cosiddetto “posto pubblico” è in qualche modo a rischio: basti pensare ai dipendenti della Provincia di Macerata che stanno vivendo un momento di autentico subbuglio a causa di norme contraddittorie che avrebbero dovuto regolare la riorganizzazione delle funzioni e il ricollocamento del personale.
Macerata Capoluogo intende vigilare attentamente sia sulla riorganizzazione dell’ente provinciale che sul ricollocamento dei dipendenti, con particolare riferimento alle competenze che, verosimilmente, passeranno dalla provincia al comune. Tra queste, di primaria importanza sono quelle relative alla formazione professionale e al lavoro.
Un sindaco non ha la possibilità di creare direttamente posti di lavoro, questo è evidente. Anzi, sono da stigmatizzare coloro che, sull’onda del disagio, demagogicamente promettono soluzioni semplicistiche e populistiche.
Macerata Capoluogo, senza enfasi e senza slogan semplicistici, propone alcune idee facilmente realizzabili:
– istituzione di una Consulta dei Commercianti e degli Artigiani che avrà un compito specifico nell’affrontare le difficoltà inerenti la disciplina dell’accesso al centro storico e le difficoltà delle attività situate in periferia oltre alla disciplina di apertura delle attività da concordare in maniera collegiale;
– realizzazione di un Accordo di Programma con Confindustria rivolto a valutare un possibile incrocio tra domanda e offerta di lavoro, in sinergia con i Centri per l’Impiego e la Formazione anche mediante la costruzione di una banca dati comunale;
– verifica della possibilità di creare un vero e proprio brand “Made in Macerata” da promuovere in ogni canale interattivo;
– facilitazioni fiscali e burocratiche per tutte le nuove attività commerciali, artigianali, imprenditoriali. Si tratta, nello specifico, di studiare possibilità di finanziamento e credito aprendo canali speciali per lo start-up di aziende anche attraverso gli interventi delle Fondazioni, dei Consorzi e delle Banche a sostegno delle imprese favorendo la nascita di una rete di interesse sociale;
– investire nella formazione per far crescere le imprese e la qualità delle stesse nonché favorire il ricambio generazionale;
– favorire l’introduzione di nuovi linguaggi tecnologici, produttivi e culturali per far crescere e diffondere le eccellenze territoriali;
– Infine, Macerata deve chiedere di più all’Europa: attraverso il potenziamento della ”Antenna Europea” occorre favorire il reperimento di fondi comunitari per l’individuazione di risorse. Macerata Capoluogo intende facilitare, in tal senso, la conoscenza dei fondi e rendere accessibili ai cittadini (singoli e associati) tutte le opportunità offerte dalla nuova programmazione europea.

Anna

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